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Giancarlo Brocci – L’Eroica

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Nata nel ‘97 per tutelare le strade bianche, allora valore misconosciuto della Toscana meridionale, nonchè una certa idea del ciclismo com’era, oggi L’EROICA sta diventando un biglietto da visita mondiale della Toscana migliore e di una certa idea di toscanità. La cicloturistica d’epoca, con nascita, partenza ed arrivo a Gaiole in Chianti, è ormai un “must” delle Terre di Siena tutte, un percorso permanente di 205 km, con circa 110 di magnifiche strade senza asfalto, in mezzo a paesaggi di rare bellezza e varietà. Ma L’Eroica è anche un certo modo di andare in bici guardandosi attorno, vivendo la compagnia e il territorio per

riscoprire la bellezza della fatica come stile di vita e come misura di benessere. E L’Eroica è anche i suoi ristori d’epoca, un altro tuffo nella tradizione toscana più profonda, a base di ribollita e salsicce, di finocchiona e bruschette, di vino ed olio su quel pane che è stato la base alimentare per le nostre generazioni nel corso di millenni.

L’Eroica è pure la storia di un grande sport come il ciclismo, il risco- prirlo in bianco e nero dagli anni dei Bottecchia a quelli di Bartali e Coppi, quando tutti i migliori scrittori si cimentavano nella chanson de geste dei Giganti della Strada; L’Eroica è il ciclismo della dolce vita, quello di Anquetil e Nencini, quando andare in bici significa- va anche avere formidabili appetiti ed essere campioni muscolari di grande attrattiva.

E L’Eroica è, ormai, anche un grande prodotto da esportazione; da 3 anni a Gaiole si accede solo a numero chiuso (saranno 6000 quest’an- no, alla prima d’ottobre, circa 2000 dei quali stranieri da tutti i con- tinenti) ma ci sono le varie Eroica California, Primavera (3 maggio a Buonconvento), Giappone, Hispania e Britannia, che ha già bloccato a 3000 i pettorali della seconda edizione. E a marzo 2016 esordirà il Sud Africa mentre stanno sul tavolo proposte per almeno altri 10 Paesi del Nord e del Sud del mondo.

Il tutto, rigorosamente, nel segno della Toscana più bella, della sua storia e dei suoi valori.

Giancarlo Brocci